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Italia

La Malattia di Aujeszky o Pseudorabbia

La Malattia d’Aujeszky era ampiamente diffusa in tutte le aree di allevamento suino in tutto il mondo oggi la maggior parte dei paesi in Europa sono indenni, dopo aver seguito diversi piani di eradicazione. L’Italia, viceversa, assieme a Portogallo e Grecia è ancora lontana dall’eradicazione.

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  • Il virus della Pseudorabbia appartiene alla famiglia Herpesvirus, sottofamiglia Alphavirus. Herpesvirus includono un ciclo di replicazione litica di meno di 24 ore e l'abilità a stabilire l'infezione latente (tipica di tutti gli Herpesvirus) nei gangli sensoriali del sistema nervoso e nel tessuto linfoidale delle tonsille. Il suino è l'unico ospite naturale della Pseudorabbia, altri animali infettati sono i bovini, le pecore e capre, i gatti ed in rare occasioni i cavalli. L'infezione di questi animali è letale e anche diverse specie di animali selvatici sono suscettibili all'infezione del virus della Pseudorabbia.

  • Un caso primario di Pseudorabbia in un allevamento immunologicamente non protetto può essere un evento devastante con diffusione entro una settimana. Il virus viene diffuso nelle secrezioni nasali e orali e viene nebulizzato in gocce rimosse rapidamente attraverso il flusso d'aria verso suini suscettibili all'interno di spazi adiacenti condivisi. Viene anche trasmesso per via transplacentare e attraverso la mucosa vaginale, il seme ed il latte.

     

    Temperatura Inattivato in 1-7 giorni a ph 4,3 o 9,7 a temperatura fra i 37°C e i 4°C
    Ph PH stabile tra 6 e 8 in ambienti umidi al fresco
    Sopravvivenza nell'ambiente E' attualmente suscettibile all'essiccamento, specialmente in presenza di luce diretta

     

  • La patogenesi varia a seconda del ceppo virale coinvolto, a seconda dell'età del suino, della quantità di virus introdotta e della via d'infezione. Vi è decisamente una aumentata resistenza allo sviluppo di segni clinici con l'età; i ceppi di bassa virulenza potrebbero non produrre sintomatologia negli animali adulti e la replicazione virale potrebbe essere limitata localmente al sito di introduzione. In condizioni di campo quantità di virus molto esigue potrebbero causare nei suini sieroconversione e questi ugualmente divenire portatori latenti nonostante in allevamento non siano visibili segni clinici. In condizioni naturali il sito primario di replicazione è l'epitelio del nasofaringe e delle tonsille. Da queste sedi parte la diffusione linfatica ai linfonodi regionali. Il virus diffonde anche attraverso i nervi dal sito primario d'infezione al SNC. L'immunità attiva derivante dalla vaccinazione o dall'infezione diminuisce il periodo di diffusione virale. Così come per altri Herpesvirus, l'infezione da pseudorabbia risulta essere latente in alta % di animali che cos’ diventano portatori sani Il virus persiste nei gangli, come trigemino e tonsille. I suini infettati in modo latente spesso mostrano una visibile recrudescenza virale in periodi di stress, quali l'affollamento, il trasporto, il parto e la lattazione.

  • Dipendono dalla dose infettante e dall'età dei suini colpiti. Come gli Herpesvirus di altre specie animali, i suini più giovani sono quelli più severamente colpiti dal virus. Il patogeno ha una particolare tropismo per il tessuto respiratorio e nervoso perciò la maggior parte dei segni clinici è associata a disfunzione di questi due sistemi. Generalmente, la sintomatologia nervosa è osservata più comunemente nei suinetti sottoscrofa e in quelli svezzati, mentre la sintomatologia respiratoria si osserva maggiormente nei maiali in fase di finissaggio e nei riproduttori.

    Suini neonati

    Il periodo d'incubazione varia da 2 a 4 giorni. Prima di segni clinici più severi i suinetti sottoscrofa diventano apatici, anoressici e hanno febbre anche a 41°C. Alcuni entro 24h manifestano sintomatologia a livello di SNC che progredisce con tremori, ipersalivazione, incoordinazione, atassia.La mortalità è molto alta avvicinandosi spesso al 100%.

    Suini svezzati (3-9 settimane)

    La sintomatologia è meno severa rispetto a quella dei suinetti poppanti e solo in pochi animali si ha un coinvolgimento a livello del SNC.Sono spesso presenti segni respiratori caratterizzati da starnuti, scolo nasale, dispnea e tosse.

    Suini in accrescimento – finissaggio

    I sintomi respiratori (rinite, starnuti, scolo nasale) rappresentano la caratteristica principale di questa fase per i suini. La morbilità si avvicina al 100%, la mortalità in casi senza complicazioni è invece bassa (1-2%). La durata della sintomatologia è di circa 6-10 giorni e la ripresa è rapida una volta che scompare la febbre e ritorna l'appetito.

    Riproduttori

    Scrofe e verri sviluppano sintomatologia clinica, del tutto simile a quella descritta per i suini in fase di accrescimento-finissaggio. Nelle femmine gravide colpite da Pseudorabbia spesso l'aborto è uno dei primi e più importanti segni clinici osservabili.

  • Lesioni anatomo-patologiche macroscopicamente evidenti sono spesso assenti o sono talmente lievi da non essere facilmente individuabili. Quando presenti, frequentemente si osserva tonsillite necrotica associata a linfoadenomegalia (diagnosi differenziale con PCV2) ed emorragia nella cavità orale e nel tratto respiratorio superiore. Le scrofe che hanno abortito di recente possono presentare una leggera endometrite e la parete dell'utero è spesso edematosa ed ispessita. Nei giovani suini è stata segnalata enterite necrotica a livello di basso digiuno ed ileo.Le lesioni microscopiche sono riportate più frequentemente nel SNC e persistono per diverse settimane (12-24 settimane post-infezione). Le lesioni caratteristiche sono rappresentate da meningoencefalite non suppurativa e ganglioneurite, le lesioni polmonari consistono invece in bronchite necrotica, bronchiolite e alveolite e polmonite interstiziale.

  • La malattia di Aujeszky provoca dei danni, da sempre, anche se questi sono stati surclassati da molti anni a questa parte da malattia di “maggior moda”In ogni caso i danni da Aujeszky (ADV) rimangono importanti, basti pensare che il virus dalla malattia di aujeszky è un Herpes virus e come tutti gli Herpes dà una comprovata immunosoppressione.Per capirci meglio le infezioni da PRRS e da PCV2 e da qualsiasi altro patogeno decorrerebbero in forma più lieve in assenza di circolazione di Aujeszky.

  • La diagnosi viene solitamente fatta basandosi sull’intera popolazione dell’allevamento utilizzando una combinazione di informazioni su quest'ultima costituite da segni clinici, da lesioni macroscopiche e microscopiche, dalla sierologia e dalla scoperta del virus con entrambi i test di isolamento e degli anticorpi fluorescenti tissutali. La Malattia di Aujeszky è più difficile da diagnosticare, da un punto di vista meramente clinico, se sono coinvolti solo i suini in fase di accrescimento-finissaggio o i suini adulti. Episodi di Malattia di Aujeszky a questa età possono essere facilmente scambiati per influenza suina se la malattia si manifesta esclusivamente con segni respiratori. Tuttavia se alcuni animali sviluppano sintomatologia nervosa, risulta più facile fare diagnosi presuntiva di Malattia di Aujeszky.

    Isolamento del virus ed evidenziazione dello stesso

    Organi d'elezione sono il cervello, la milza, tonsille ed il polmone. Si usano la tecnica dell’immunofluorescenza, dell’isolamento virale e della PCR

    Analisi sierologica

    Numerosi test sierologici sono stati sviluppati per testare il siero per gli anticorpi della Malattia di Aujeszky. Le prove sierologiche più largamente utilizzate sono l' ELISA differenziale per le glicoproteine gE, e gB.